Trump minaccia nuovi dazi: altri problemi per l’export di formaggi italiani

La guerra dell’aria tra Airbus e Boeing alimenta gli scontri commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump stima un danno da 11 miliardi di dollari e prepara ritorsioni che riguarderebbero anche molti prodotti alimentari europei, dai formaggi allo yogurt e al burro.
La misura scatterebbe in estate e rappresenterebbe un nuovo problema per il settore lattiero-caseario nazionale. Dopo i danni stimati per la Brexit, è ora a rischio un’altra destinazione strategica per formaggi italiani.
Nonostante la brusca frenata del 2018, da ricondurre soprattutto al calo dell’export di pecorino (-40%), l’Italia è il primo paese del mondo per export caseario verso gli Stati Uniti, quarta destinazione delle nostre esportazioni casearie.


«Le nostre imprese esportano in Usa più di 30mila tonnellate di formaggi, circa un terzo dell’export nazionale extraUe – precisa Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte – per un valore che supera i 270 milioni di euro». Per alcuni formaggi, poi, questa destinazione rappresenta un mercato fondamentale. È il caso del Pecorino Romano che trova negli States il suo primo sbocco, con due terzi dell’export. Mentre per Grana padano e Parmigiano Reggiano gli Usa sono il secondo paese per importanza, dopo la Germania
«L’introduzione di dazi sui nostri formaggi sarebbe un durissimo colpo per il settore, dagli effetti difficilmente prevedibili, ma destabilizzanti anche per il mercato interno – sottolinea Ambrosi. – A subire le maggiori conseguenze sarebbero soprattutto i prodotti di qualità ed elevato valore aggiunto, e quindi i formaggi italiani, perché i dazi sono definiti in percentuale sul valore unitario. Rischiamo di diventare meno competitivi con conseguente drastica riduzione del flusso di export».

Trump minaccia nuovi dazi: altri problemi per l’export di formaggi italiani - Ultima modifica: 2019-04-11T10:20:46+00:00 da Redazione Dairy

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