La longevità delle bovine è fattore chiave

Studi statunitensi indicano che una bovina frisona potrebbe offrire il massimo della propria produttività latte alla settima lattazione. Ma negli allevamenti italiani in genere non si va oltre la seconda-terza. Come fare evolvere un allevamento in modo da cogliere anche questa opportunità? La parola chiave è longevità. Rendere, cioè, le bovine più produttive, in modo che producano molto e bene per un numero maggiore di lattazioni. Tra l’altro, così facendo si agirebbe in modo incisivo anche sui costi di produzione, basti pensare al costo della rimonta.La risposta all’esigenza longevità dovrebbe arrivare dalla ricerca genetica, che però sembra ancora lontana da cogliere questo obiettivo. Ecco allora che lo strumento più efficace per ottenere maggiore longevità diventa, ancora una volta, il benessere animale. Per altri studi americani, segnalati dai tecnici DeLaval, raggiungere questo risultato è possibile e, per farlo, è necessario concentrarsi sulle condizioni di stalla.

Svedese, con sede italiana a San Donato Milanese, l’azienda DeLaval è molto presente con le proprie soluzioni tecnologiche negli allevamenti italiani: impianti di mungitura, raffreddamento e stoccaggio del latte, igiene di stalla, salute della mammella, strutture per il benessere animale. “Mediamente serve una lattazione e mezzo (se non due) per ripagare il costo di allevamento di una nuova primipara -spiega Paolo Brambilla, vicepresident Market Area Southern Europe & Mena-. Alcuni studi dicono che le lattazioni più produttive sono le più avanzate, alcuni pensano che sia la settima. Purtroppo, invece, la vita media di una bovina in un allevamento europeo arriva solo fino alla seconda lattazione e mezzo”.

Brambilla approfondisce paragonando la situazione attuale con i dati storici: la permanenza media delle bovine nella mandria negli ultimi 50 anni è diminuita (dai 35 mesi del 1960 ai 27 mesi del 2016, secondo studi Usa), mentre il tasso di riforma è più che raddoppiato (dal 17 al 43%). Questo significa che il 30-35% degli animali della mandria è riformato e sostituito ogni anno. Un tasso così elevato costituisce un costo enorme per gli allevatori: fino a 1.300 euro per vacca l’anno, senza considerare la perdita di produzione di latte e il maggior costo di manodopera. “Vari studi –aggiunge il dirigente DeLaval- ci dicono che il 70-80% di queste riforme è dovuto a problemi evitabili, legati all’ambiente di stalla o alla salute degli animali; e che il 7% della riforma/mortalità si registra nei primi 60 giorni dopo il parto. Ma dicono anche che, riducendo la riforma involontaria, in una mandria di 200 bovine l’allevatore potrebbe risparmiare più di 18mila euro”. In conclusione, “gli allevatori possono ottenere più latte per più lattazioni dalle bovine, e quindi migliorare i propri profitti, investendo in sistemi del controllo della fertilità affidabili e nell’ambiente di stalla: un tipo di investimento che da una parte può ridurre i costi della riforma involontaria e dall’altra può aumentare la produttività degli animali”.

Brambilla propone alcuni esempi di investimenti in stalla dotati di questa potenzialità. Intanto, un impianto di mungitura all’altezza della situazione. Poi è opportuno dotare la stalla di una zona di riposo adeguata. La stalla dovrebbe cioè consentire alle bovine di sdraiarsi e alzarsi agevolmente, anche per evitare problemi agli zoccoli. Inoltre, la superficie dovrebbe essere igienica e asciutta, per prevenire le mastiti, e confortevole, perché per ogni ora in più sdraiata a ruminare una lattifera può produrre dagli 0,91 agli 1,59 kg di latte in più. Una zona di riposo non confortevole può invece ridurre del 20%, circa due ore e mezza, il tempo che le bovine passano sdraiate. Importante, poi, assicurare alle bovine un’agevole abbeverata: devono bere tre litri d’acqua per ogni litro di latte prodotto. “Per questo gli abbeveratoi che offrono acqua sempre pulita e fresca, situati in stalla in posizioni comode per gli animali, sono un investimento efficace”.Altri investimenti utili sono quelli che prevengono problemi podali. Le bovine che ne soffrono producono meno latte e per un periodo di tempo limitato. Pertanto, saranno utili l’adozione di rivestimenti in gomma antiscivolo, che migliorano l’igiene delle superfici, e la prevenzione della presenza di batteri patogeni usando disinfettanti.Indispensabile anche assicurare in stalla condizioni ambientali ottimali: un impianto di ventilazione efficace è fondamentale per mantenere i livelli di temperatura, umidità, ammoniaca sotto controllo; e il raffrescamento con ugelli a goccia pesante ha offerto grandi benefici sia sulla produzione di latte, sia sulla fertilità. Gli stessi benefici si ottengono installando lampade appositamente sviluppate.

Ultimo esempio, dotare la stalla di una spazzola basculante: “Una lattazione in più potrebbe pagare l’introduzione di questa attrezzatura. La spazzola basculante stimola la circolazione sanguigna, migliorando la salute e le prestazioni delle bovine: una ricerca della Cornell University mostra una rilevante riduzione di mastiti cliniche e una maggiore produzione, fino a un litro di latte in più per bovina”.

Giorgio Setti

La longevità delle bovine è fattore chiave - Ultima modifica: 2020-01-31T09:00:42+00:00 da Redazione Dairy

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